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PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO:

L’apparecchio elettronico ANTICAL-C25F, impedisce
, durante la precipitazione di carbonato di calcio che avviene in tutti i circuiti idraulici nel 100% dei casi, la formazione di calcite (precipitato di tipica struttura cristallina) e provoca selettivamente la formazione di aragonite (soffice precipitato polveroso). I cristalli di calcite, per la loro forte tendenza ad aggregarsi gli uni agli altri, formano depositi molto duri e compatti e sono i responsabili della formazione e crescita delle incrostazioni calcaree sulle pareti delle condutture. La polvere di aragonite non da luogo ad aggreganti e viene facilmente espulsa dal circuito idraulico, escludendo così ogni possibilità di formazione di incrostazioni calcaree.

Effetto “anticalcare” di un particolare trattamento elettrico delle acque .

Quando un’acqua naturale, di sorgente o di pozzo, viene riscaldata, la decomposizione dei bicarbonati di calcio e di magnesio porta alla formazione di carbonati, insolubili in acqua, che precipitano in forma microcristallina, depositandosi sulle pareti del contenitore dove l’acqua si riscalda.

Si forma il così detto
“deposito calcareo” che incrosta tubi, scalda-acqua, caldaie, pentole, limitando lo scambio di calore con diminuzione dell’efficienza degli apparecchi termici destinati al riscaldamento diretto o indiretto dell’acqua.

Il fenomeno chimico della sua formazione è noto:



Il deposito è dovuto soprattutto al carbonato di calcio, perché di norma il calcio e il maggior costituente metallico in un acqua naturale. Lo studio cristallografico condotto con la diffrattometria di raggi X e quello morfologico ottenuto con la microscopia elettronica di scansione hanno permesso di stabilire che la maggior quantità di cristalli che si formano per ebollizione di un’acqua naturale, sono costituiti da aragonite; cristalli sottilissimi, aciculari, a fasci o a raggi che costituiscono aggregati fibrosi, saldamente intrecciati tra di loro. Questa particolare struttura consente di “costituire” sulle pareti di recipienti di qualsiasi forma, strutture solide, compatte e ben aderenti di calcare. Solo l’attacco chimico con acidi (impossibile sulle strutture metalliche degli impianti comuni) consente la sua eliminazione. La micro fotografia ci mostra che insieme all’aragonite (sistema rombico) e presente, seppure in piccola quantità, della calcite (sistema trigonale) cristallizzata secondo la struttura romboedrica fondamentale. Quest’ultima struttura, inserendosi tra gli aghi dell’aragonite , ne indebolisce il tessuto. La natura dei cristalli e confermata dallo spettro RX (dispersioni in energia). Se si riesce a produrre un maggior numero di cristalli di calcite romboedrica, il deposito, per mancanza di compattezza e di resistenza meccanica, si stacca dalle pareti, trascinato dalla corrente dell’acqua, esce dai rubinetti in forma terrosa e polverulenta lasciando pulite le pareti dell’impianto dove l’acqua viene scaldata.

Si è notato che trattando l’acqua con un modesto campo elettrico variabile, usando un apparecchio anticalcare elettronico ANTICAL, l’acqua genera per ebollizione, una notevole quantità di cristalli e di calcite romboedrica, che vanno appunto a indebolire la struttura fibrosa della aragonite rendendola inconsistente e permettendo cosa di ottenere il distacco e la naturale eliminazione dei depositi calcarei.
In parallelo con le micro fotografie che testimoniano visivamente il fenomeno, la diffrattometria RX compiuta con il metodo delle polveri conferma, dopo trattamento, la formazione di maggior quantità di calcite in confronto con la aragonite. Il rapporto di altezza tra alcuni picchi caratteristici di diffrazione della calcite/aragonite, mostra che l’acqua, dopo il trattamento elettronico con ANTICAL, genera all’ebollizione una maggior quantità di cristalli di calcite. Tale rapporto è 4-6 volte più alto dopo trattamento, dimostrando così quanto visivamente rilevato al microscopio elettronico, e confermando la spiegazione meccanica dell’indebolimento del deposito calcareo che si forma.

Sulle ragioni che inducono questo cambiamento di sola struttura del cristallo (perché aragonite e calcite sono chimicamente identiche) si possono fare ipotesi scientificamente accettabili e che sono argomento di studio (fra le più importanti quella della formazione dei germi cristallini di calcite per opera del trattamento elettrico, è la più credibile è degna di essere verificata).
E’ certo però che, dal punto di vista chimico e fisico generalmente dell’acqua, nulla cambia. Un’acqua così trattata evita quindi le incrostazioni restando di quella stessa composizione per la quale è stata garantita la potabilità: in particolare non diventa “aggressiva”, non cambia il rapporto acido-base (resta perciò costante il suo pH), non aumenta l’anidride carbonica disciolta o semicombinata. E’ inoltre da rilevare un fenomeno secondario, peraltro molto utile ai fini della rimozione dell’incrostazione: la piccola corrente che passa nella struttura elettrica di trattamento, pur ad impulsi e con inversione di polarità, provoca un modestissimo fenomeno elettrolitico che genera una pellicola di gas sulle pareti dell’apparecchio e, in minor misura, su tutto l’impianto interessato. Facendo funzionare l’apparecchio staccato dall’impianto, si nota la formazione sugli elettrodi di minuscole bollicine di gas dovute alle seguenti reazioni che avvengono alternativamente al catodo e all’anodo.

Al catodo:

E’ questa pellicola di gas, idrogeno e ossigeno soprattutto, che aiuta a staccare l’eventuale deposito già formato.
Tali quantità di gas che si formano con una corrente di 10 + 50 milliampere, tanto che non si notano nell’acqua, ma sono sufficienti a coadiuvare il fenomeno del distacco del deposito dalle tubature.



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