per qualsiasi informazione telefona allo 051/237500
oppure contattaci qui
PRINCIPIO
DI FUNZIONAMENTO:
Lapparecchio elettronico ANTICAL-C25F, impedisce,
durante la precipitazione di carbonato di calcio
che avviene in tutti i circuiti idraulici nel 100%
dei casi, la formazione
di calcite (precipitato
di tipica struttura cristallina) e
provoca selettivamente la formazione di aragonite
(soffice precipitato polveroso).I
cristalli di calcite,
per la loro fortetendenza
ad aggregarsi gli uni agli altri, formano depositi
molto duri e compatti e sono i responsabili della
formazione e crescita delle incrostazioni calcaree
sulle pareti delle condutture.
La polvere di aragonite non da luogo ad aggreganti
e viene facilmente espulsa dal circuito idraulico,
escludendo così ogni possibilità di
formazione di incrostazioni calcaree.
Effetto anticalcare
di un particolare trattamento elettrico delle acque .
Quando unacqua naturale, di sorgente o di pozzo,
viene riscaldata, la decomposizione dei bicarbonati di
calcio e di magnesio porta alla formazione di carbonati,
insolubili in acqua, che precipitano in forma microcristallina,
depositandosi sulle pareti del contenitore dove lacqua
si riscalda.
Si forma il così detto deposito
calcareo che incrosta
tubi, scalda-acqua, caldaie, pentole, limitando lo scambio
di calore con diminuzione dellefficienza degli apparecchi
termici destinati al riscaldamento diretto o indiretto
dellacqua.
Il fenomeno chimico della sua formazione è noto:
Il deposito è dovuto soprattutto al carbonato di
calcio, perché di norma il calcio e il maggior
costituente metallico in un acqua naturale. Lo studio
cristallografico condotto con la diffrattometria di raggi
X e quello morfologico ottenuto con la microscopia elettronica
di scansione hanno permesso di stabilire che la maggior
quantità di cristalli che si formano per ebollizione
di unacqua naturale, sono costituiti da aragonite;
cristalli sottilissimi, aciculari, a fasci o a raggi che
costituiscono aggregati fibrosi, saldamente intrecciati
tra di loro. Questa particolare struttura consente di
costituire sulle pareti di recipienti di qualsiasi
forma, strutture solide, compatte e ben aderenti di calcare.
Solo lattacco chimico con acidi (impossibile sulle
strutture metalliche degli impianti comuni) consente la
sua eliminazione. La micro fotografia ci mostra che insieme
allaragonite (sistema rombico) e presente, seppure
in piccola quantità, della calcite (sistema trigonale)
cristallizzata secondo la struttura romboedrica fondamentale.
Questultima struttura, inserendosi tra gli aghi
dellaragonite , ne indebolisce il tessuto. La natura
dei cristalli e confermata dallo spettro RX (dispersioni
in energia). Se si riesce a produrre un maggior numero
di cristalli di calcite romboedrica, il deposito, per
mancanza di compattezza e di resistenza meccanica, si
stacca dalle pareti, trascinato dalla corrente dellacqua,
esce dai rubinetti in forma terrosa e polverulenta lasciando
pulite le pareti dellimpianto dove lacqua
viene scaldata.
Si è notato che trattando lacqua con un modesto
campo elettrico variabile, usando un apparecchio anticalcare
elettronico ANTICAL, lacqua genera per ebollizione,
una notevole quantità di cristalli e di calcite
romboedrica, che vanno appunto a indebolire la struttura
fibrosa della aragonite rendendola inconsistente e permettendo
cosa di ottenere il distacco e la naturale eliminazione
dei depositi calcarei.
In parallelo con le micro fotografie che testimoniano
visivamente il fenomeno, la diffrattometria RX compiuta
con il metodo delle polveri conferma, dopo trattamento,
la formazione di maggior quantità di calcite in
confronto con la aragonite. Il rapporto di altezza tra
alcuni picchi caratteristici di diffrazione della calcite/aragonite,
mostra che lacqua, dopo il trattamento elettronico
con ANTICAL, genera allebollizione una maggior quantità
di cristalli di calcite. Tale rapporto è 4-6 volte
più alto dopo trattamento, dimostrando così
quanto visivamente rilevato al microscopio elettronico,
e confermando la spiegazione meccanica dellindebolimento
del deposito calcareo che si forma.
Sulle ragioni che inducono questo cambiamento di sola
struttura del cristallo (perché aragonite e calcite
sono chimicamente identiche) si possono fare ipotesi scientificamente
accettabili e che sono argomento di studio (fra le più
importanti quella della formazione dei germi cristallini
di calcite per opera del trattamento elettrico, è
la più credibile è degna di essere verificata).
E certo però che, dal punto di vista chimico
e fisico generalmente dellacqua, nulla cambia. Unacqua
così trattata evita quindi le incrostazioni restando
di quella stessa composizione per la quale è stata
garantita la potabilità: in particolare non diventa
aggressiva, non cambia il rapporto acido-base
(resta perciò costante il suo pH), non aumenta
lanidride carbonica disciolta o semicombinata. E
inoltre da rilevare un fenomeno secondario, peraltro molto
utile ai fini della rimozione dellincrostazione:
la piccola corrente che passa nella struttura elettrica
di trattamento, pur ad impulsi e con inversione di polarità,
provoca un modestissimo fenomeno elettrolitico che genera
una pellicola di gas sulle pareti dellapparecchio
e, in minor misura, su tutto limpianto interessato.
Facendo funzionare lapparecchio staccato dallimpianto,
si nota la formazione sugli elettrodi di minuscole bollicine
di gas dovute alle seguenti reazioni che avvengono alternativamente
al catodo e allanodo.
Al catodo:
E questa pellicola di
gas, idrogeno e ossigeno soprattutto, che aiuta a staccare
leventuale deposito già formato.
Tali quantità di gas che si formano con una corrente
di 10 + 50 milliampere, tanto che non si notano nellacqua,
ma sono sufficienti a coadiuvare il fenomeno del distacco
del deposito dalle tubature.